Ricerca
L'attività di Ricerca si svolge in stretta collaborazione con la Fondazione Maugeri, con gli Istituti di ricerca della nostra Università, con il Laboratorio di Chirurgia Sperimentale del nostro Dipartimento di Scienze Chirurgiche, con Aziende private di settore.
Attualmente è prevalentemente orientata sulle seguenti tematiche:
|
SVILUPPO DI TECNICA ORIGINALE DI MASTOPLASTICA RIDUTTIVA |
|
APPLICAZIONE DELLE NUOVE BIOTECNOLOGIE NEI PROCESSI
DI GUARIGIONE DELLE FERITE |
|
 |
SVILUPPO DI TECNICA ORIGINALE
DI MASTOPLASTICA RIDUTTIVA |
|
Nell’intervento di mastoplastica riduttiva la più ambiziosa delle sfide è rappresentata dalla possibilità di riduzione incondizionata dei volumi, creazione di una forma armoniosa, mantenimento della funzione dell’allattamento e della sensibilità, riduzione delle cicatrici.
Abbiamo concepito, sviluppato e perfezionato una tecnica che sempre più soddisfa tali obiettivi grazie alla integrazione di concetti mediati da differenti approcci chirurgici.
La metodologia di studio e di controllo è assai rigorosa e prevede:
- Raccolta di parametri antropometrici oggettivi ai tempi pre e post-operatori a breve, medio e lungo termine
- Rilievo di documentazione iconografica ai tempi pre e post-operatori a breve, medio e lungo termine
- Analisi su pedana gravitazionale per la misurazione del baricentro corporeo ai tempi pre e post-operatori a breve, medio e lungo termine
Gli obiettivi sono:
- Ricerca del miglior risultato estetico possibile con massima riduzione delle cicatrici visibili e superamento degli svantaggi di ciascuna delle tecniche tradizionali
- Riduzione delle complicazioni a breve, medio e lungo termine
- Stabilità del risultato
- Facile riproducibilità ed idoneità alla didattica
I risultati preliminari su un ormai ampio campione, statisticamente significativo, sono finora assai incoraggianti e paiono soddisfare appieno gli obiettivi della ricerca.
|

|
APPLICAZIONE DELLE NUOVE BIOTECNOLOGIE
NEI PROCESSI DI GUARIGIONE DELLE FERITE |
|
I limiti in cui il chirurgo plastico è da sempre costretto a muoversi per realizzare il suo progetto estetico-ricostruttivo sono rappresentati sostanzialmente dalla povertà e monotonia del processo biologico di guarigione, o meglio di cicatrizzazione, di qualsiasi lesione, comprese le ferite chirurgiche.
La conoscenza sempre più intima dei processi cellulari e le tecnologie avanzate si fondono a fornire al chirurgo plastico strumenti in grado di potenziarne il gesto operatorio e, come un magico passepartout, permettergli di transitare con scioltezza, come tra vasi comunicanti, dalla riparazione dei traumi in urgenza al trattamento delle cicatrici, dalle ferite difficili al crono e foto-ageing.
Le metodiche biotecnologiche da noi studiate ed impiegate possono essere approssimativamente classificate in 3 gruppi: un gruppo rivolto a ottimizzare l’ambiente rigenerativo, affinché i naturali processi cellulari vi si possano svolgere con la più grande facilità; un secondo gruppo destinato a potenziare i processi rigenerativi mediante un extra-apporto di sostanze, elaborate spontaneamente ma in quantità insufficiente; il terzo gruppo è infine rappresentato dalle cosiddette “terapie cellulari” e rientra appieno nel vasto capitolo degli innesti.
Al momento attuale il nostro interesse è rivolto principalmente all’impiego dell’acido jaluronico, dei tessuti bio-ingegnerizzati e delle cellule staminali adulte estratte dal tessuto adiposo. |
|
|
| |
|
 |